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James Hardway
" Straight From the Fridge "
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parentesi affannose e paradisi artistici, fra inquietudine e
soddisfazione, fra tensione e spossatezza, l'espressività di James
Hardway ora sembra più matura che mai. Incastonati fra intimistici
inframezzi di synth e piano, fulgidi e "strofinati" si
inerpicano movimenti in un torbido baillamme stilistico loungelatindrum'n'bassnujazz.
Escursione in un mood complesso, talvolta alcoolicamente euforico talaltra causticamente sospensivo. Verosimilmente viene fuori in questo disco tutta la personalità metamorficamente contraddittoria di James [vedi intervista], le cui sfaccettature -tradotte in groove metastaminici con le consuete influenze delle sonorità cubane- intrigano, seducono e suscitano galoppate nel framework bruciante del grooveman. Ogni traccia meriterebbe un encomio interminabile... che lascio alla vostra soggettività. Dalla d'n'b al jazz, dal ritmiche funkster a struggenti interludi il tutto con un appeal seducente ed una naturalezza, che otto la direzione di James diventano autentiche perle d'arte... Non c'è dubbio: un capolavoro! |
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Happiness Brakes 02 Earth Runnings 03 Andrea's Chimes 04 Dangerblue 05 Jump Up Natural 06 Heart beat 07 7 going home 08 The Biltmore Piano 09 Speak Softly 10 Hank+Larry Dreams 11 Can't Show Love 12 Shinto 13 Uptown 14 Backwards in Time |
Pagina a cura di Vito Camarretta 22 / 11 / 2001