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VARIOUS ARTISTS
" 3 The Hardway"
(Renegade Hardware) |
| Il gruppo T.O.V. (Trouble On Vinyl, Renegade,
Renegade Hardware) prosegue nella sua politica salvadanaio-friendly
pubblicando questa compilation che si aggiunge alla serie Bootleggers (Voll. 1
e 2) e alle due Soundscapes, tutte ad un prezzo che in Italia non dovrebbe
superare le 20.000 Lire. A differenza delle precedenti è disponibile anche su vinile
(triplo) per circa 30.000 Lire. Usual Suspects sembrano essere attualmente il gruppo di punta della RH che dopo due ottimi singoli affida loro ben tre delle sette tracce di questa raccolta oltre che un remix. In Lifeform, benché gli ingredienti siano gli stessi utilizzati in altre produzioni, il risultato è inferiore alle attese soprattutto a causa di una linea di basso insistente ma poco coinvolgente. Molto più convincente è la prova di Future Cut & Marcus Intalex che con Plastic ci consegnano una traccia perfetta per un dancefloor infestato dagli zombie. Ancora Usual Suspects, questa volta in compagnia di Dj Reality, sotto forma di Fibre Optix. Sin sembra figlio dello stesso mostro che ha partorito Spawn (RH 17) e The Code (di Absolute Zero + Subphonics) ma gli manca larma segreta e di questi tempi... Remixato da Usual Suspects, The Germ di Genoforce è una traccia minacciosa caratterizzata da un basso che il pitch attira verso il baratro e dalle distorsioni high-tech cui i Soliti Sospetti ci hanno abituato. In Beachball di Infinite (cioè Fierce e Optical) la presenza di un campione vocale e di un basso più morbido fa intravvedere uno spiraglio di luce, luce misteriosa ovviamente, che prelude a Menatome di Psychosis, inno nazionale di qualche tribù tecnologica in un poco rassicurante futuro in cui si infila un campione dalla mitica Here Comes The Drumz di Doc Scott (era il 1992). Chiude Killa Bees di Usual Suspects, uno dei singoli più venduti del momento (RH 16), una killer tune senza mezzi termini, ottimamente arrangiata e popolata dal ronzio delle api assassine. Se a questa raccolta può essere sollevata una critica, forse consisterebbe nel rilevare una certa mancanza di fantasia, una certa monotonia sia nei suoni che negli arrangiamenti. Daltra parte queste caratteristiche possono essere viste come la cifra stilistica delletichetta londinese che si muove sembre più velocemente verso la collisione con la techno. In conclusione una compilation
che vale certamente i soldi spesi, sempre che i suoni particolarmente duri che la
attraversano siano ciò che cercate. 8/10 TROUBLE ON VINYL Official Site Pagina a cura di Edoardo Arengi 16/5/1999 |