Gaudì

"Earthbound"

Bustin’ Loose Recordings, 3 LP/ CD, 1999

 

L’aria di Londra sembra aver fatto decisamente bene al nostro Lele Gaudì, giunto al suo primo disco lunga durata da quando si è trasferito in terra d’Albione. Al primo ascolto potrebbe farvi rimanere allibiti.

Cancellate il lovers reggae virato di pop e roots music che ricordate delle ultime prove italiane. Cancellate la versatile frizzante voce di Lele. Tabula rasa completa per un ritorno, a mio giudizio grandioso e potente. Certo è sempre reggae, ma ben diverso dal Gaudì che conoscevamo. L’umore dub della scena inglese sembra avere conferito alla musica di Gaudì quella rarefazione di arrangiamenti necessaria per un grande album dove il filo conduttore è un dub reggae con pochi pezzi cantati e ottimi sguardi al passato (decine di interventi di musicisti di ogni nazionalità con il risultato di donare agli arrangiamenti un forte aroma etnico) e al futuro (commistioni con sonorità triphop e drum’n’bass).

Un album da ascoltare tutto d’un fiato anche se spiccano decisamente nell’insieme la dolcezza intangibile di "Heaven", con un etereo cantato femminile che si innesta su un ritmo roots, la trasognata e pigra nenia mediorientaleggiante di "Desert", vicina a certo materiale di Rootsman, il drum’n’bass incalzante di "Struggle", con finalmente Lele alla voce in un duetto con l’ "incredible" General Levy, il trip-hop terzomondista di "Tears", il possente e narcotico dub che regge "Ocean" ma tutto l’album è di ottima qualità. L’unico rammarico appunto è di non aver sentito di più la voce di Lele…Big up Lele!

Pagina a cura di Ubi Dread 2/ 9 / 1999

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