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THE CHEMICAL BROTHERS
"Surrender"
Freestyle Dust - 2LP/CD |
E senza alcun dubbio la novità del momento,
lalbum più atteso degli ultimi tempi quello dei Chemical Brothers, Surrender.
Terzo episodio sulla lunga distanza per i "techno-nerds" Ed Simons e Tom
Rowlands, subito schizzato al primo posto delle classifiche UK. Preceduto dal singolo
al tritolo "Hey Boy Hey Girl" (accompagnato peraltro da un video di
fortissimo impatto) in cui un campione vocale recita "Superstar DJs"
(quale migliore definizione per i Fratelli Chimici?), ha spiazzato molti per la sua decisa
virata verso territori musicali diversi da quelli già battuti dai due.
A nostro parere i Chemicals, stanchi ormai della miscela sonora da essi
stessi creata e già diventata dominio di moltissimi, tanto da essere classificata come
genere a sé stante (Chemical Beats, poi sfociato nel calderone del Big Beat) e aver ormai
raggiunto il limite della saturazione, hanno deciso di divagare e andare alla ricerca
delle loro radici sonore, come già avevano fatto, ma con altri mezzi, nel loro mix-album
"Brothers Gonna Work It Out": ecco come si possono spiegare le
citazioni dei grandi maestri Kraftwerk nelliniziale "Music: Response",
in cui una voce filtrata al vocoder sembra, pur non essendolo, campionata dallalbum
degli ingegneri di Dusseldorf "Electric Cafe" (risalente al 1986 e purtroppo
ancora loro ultima prova in studio); o lesplicita dichiarazione damore per
Giorgio Moroder & Donna Summer ed i New Order in "Out of Control"
(senzaltro uno dei pezzi migliori e più trascinanti dellalbum, attendiamo
ulteriori sviluppi futuri in eventuali remix), con la partecipazione alla voce, oltre che
di Bernard Sumner in persona, anche del cantante dei Primal Scream Bobby
Gillespie. Ma anche gli episodi che tanto devono allacid-house, come "Under
the Influence", o la psichedelia della lunga "The Sunshine Underground"
e di "Orange Wedge", in cui le elettroniche suonano come strumenti
indiani: già nel precedente album "Dig Your Own Hole" e in particolar
modo nel brano "The Private Psychedelic Reel" avevano dimostrato di
dovere tanto al suono psichedelico, ma mai in maniera così esplicita.
Ciò che ne scaturisce è un album dal gusto techno-freak, che forse
piacerà meno dei precedenti a chi non ama la techno e apprezzava i Chemicals per la
capacità di creare musica dance dal gusto rockeggiante
ma probabilmente questo
genere di pubblico è stato ormai irrimediabilmente "domato" e digerirà senza
troppi problemi anche questi suoni
i tempi cambiano grazie anche a voi, Brothers (8).
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Pagina a cura di Salvatore Pirino, 16.07.1999