

a cura di VitoCamarretta 12/12/2006
Un "debutto" discografico più che convincente quello dei milanesi Yellow Capra, folto collettivo con la malia per il teatro e il cinema, che, dopo essersi guadagnato un po' di fama nell'underground rock e tra i critici con lavori per il grande schermo (loro le musiche del mediometraggio The Coastline di Peter Greenaway, dei corti The Screen di Valerio Orlando e Divini Incontri d'Orgasmo) e per la pubblicità (musicavano lo spot della Lancia Y - Traffic Jam, sospinti probabilmente dal batterista Gianandrea Tintori, uno dei più noti addetti al montaggio del cinema italiano avendo lavorato per Muccino e Moretti e avendo all'attivo gli spot per Calvin Klein, Vodafone, Telecom...), si preparano a segnare una sorta di new deal per il rock italiano, insufflando il rock d'immagini mentali che scorreranno placide o inquiete -poco importa- nella mente di quanto si accosteranno alla loro miscela cinematica e talvolta un po' eccentrica, per alcuni versi paragonabile alle esperienze di gruppi già carburati con cui hanno avuto la fotuna di condividere i palchi di mezza Italia (Calla, Arab Strap, Giardini di Mirò, Ronin, Hogwash, Eniac, One by One, Madrigali Magri,...). Le premesse per seguire l'incitamento "Follow The Yellow Capra" ci sono tutte: noi abbiamo voluto fare qualche domandina ai nostri! Yellow Capra "YC" (Piloft, Distribuzione Wide) 01.(r) intro 02.swim milo, swim 03.traffic 04.topo morto & mini mucca 05.matranga 06.red meat 07.(i am) macho man 08.follow the yellow capra 09.roulé roulotte 10.ouverture ridarolo Salve YC. Tanti aneddoti si sono succeduti sull'originedel vostro nome: da una barzelletta che avrebbe comeprotagonista una capra incontinente ad allusionimistico-religiose. Per quanto mi riguarda, ho pensato ad unadelle prime pubblicazioni di Adelphi: un libro gialloscritto da Fritjof Capra "Il Tao della fisica" parecchiometa-fisico... Vi va di svelare finalmente l'arcano legatoalla scelta del nome della band? In Matranga la chiaveinterpretativa?I misteri sono fatti per restare. Posso dire che nonc'entra la barzelletta, né le allusioni mistico-religiose(che non mastichiamo). C'è sicuramente la voglia di nonprendersi troppo sul serio. Cosa che succede anche inMatranga, una nenia giocosa con carillon vocale in unalingua inventata. Ho trovato assolutamente piacevole l'ascolto di YC (anchein questo caso le associazioni mentali legati ai nomi sisprecano, prima fra tutte il titolo di un disco di JoannaNewsom -"Ys"-, anche lei caratterizzata da una bizzarra"filmicità"). E non mi meraviglia che abbiate fatto daspalla o comunque abbiate calcato gli stessi palchi diinsigni formazioni, visto che sono udibili alcune influenzee varie affinità con alcuni di essi (in primis Calla eArabStrap, secondo il mio padiglione, anche se la prima tracciache mi è venuta in mente ascoltando certi passaggi èstataPaperbag Writer dei Radiohead). Innanzitutto come è natoquesto disco?È nato suonando insieme per oltre due anni in unsottotetto di un appartamento milanese. Conoscendosi,ascoltandosi, ascoltando gli altri strumenti. Non c'eraproprio una direzione, ma suonando con una certa atmosferaraccolta (e le sensazioni ad esse legate) con delle immaginio fotografie sotto gli occhi, è nato una specie di rock dacamera, incontro quindi tra chitarra, basso e batteria eflauto e violoncello. Poi uscendo di casa, tra sale prove econcerti live il suono si è smussato ed evoluto.Avete attinto dall'immaginario sonoro di qualche altraband per "forgiare" il vostro sound?Può sembrare strano ma veniamo da ascolti edesperienzediverse, chi da indie rock, chi da classica, chi da punk epost punk, chi da sperimentale, chi dal jazz. Quindi ilrisultato può essere un minimo comune denominatore digruppo, non prestabilito ma nato non fissando nulla, solamentefiglio di grandi jam session e di evoluzioni nel reciprocoascoltarsi. Come siete arrivati alla Piloft?Conoscevamo Deya. Lui ci apprezzava, stimava esosteneva. Cosa voler di più da un'etichetta?Numerose intersezioni con forme d'arte "visuale" (cinemae teatro in primis). quali sono state le esperienze chemaggiormente hanno contribuito alla vostra crescitaartistica?Ci sono state tre esperienze diverse e stimolanti.Produrre video ad hoc per ogni pezzo per i live, rispetto almood dei brani. Pensare ad un continuum molto elettronicoper adagiarsi sul mediometraggio sul mare di Greenaway.Eseguire in scena musica che puntellasse il monologo diThomas Bernard. Avete un curriculum invidiabile e sicuramente invidiato. Sedoveste dare qualche suggerimento a chi vuole muovere iprimi passi nel "mainstream", quali sarebbero le primeindicazioni?Ma siamo nel mainstream? Dalla vostra biografia ufficiale emerge che Antonello-diciamo l'"elettronico" della band!- si è unito allaformazione successivamente. Da cosa nasce la decisione diincludere nella line-up laptop e keyboards?Sicuramente la voglia diandare "avanti", di modificarsi strada facendo. Dopo esserecresciuti in 5 e arrivati a dei brani abbiamo sentito ilbisogno anche di qualcos'altro. Abbiamo trovato Antonelloche era sicuramente una capra gialla nello spirito e nelsentire musicale. Da un anno poi siamo in 7 dato che nellafamiglia c'è anche Alessandro che suona il sax. Chissàsearriveremo a 10 componenti?!! Il rapporto che lega la musica alle immagini è secondovoi di tipo deduttivo o "progressivo"? Ovvero, qualeprocesso creativo seguite: dall'immagine alla musica oviceversa?Come dicevo prima, è successo entrambe le cose. Certoche suonare, anche in sala prove, con le immagini, ti dàunaforza espressiva e un trasporto che non ha pari. Leggo che avete musicato Der Atem di Bernard... unromanzo autobiografico in cui Bernard mostra il suo tenaceattaccamento alla vita attraverso la "scelta" di nonsmettere di respirare. Come avete reagito quando vi èstatoproposto questo lavoro?Tanto entusiasmo sia per confrontarci col teatro checon Bernard, per entrare e uscire dalla recitazione,sostenere delle frasi e creare certe atmosfere E' più difficile musicare un cortometraggio, uno spot oun'opera teatrale???Penso che l'opera teatrale sia stata la cosa piùardua,proprio per un linguaggio ben diverso da quello che avevamoiniziato a conoscere tramite il mix di musica-immagini.Sappiamo che avete un nutrito seguito che vi seguedurante le vostre esibizioni. Come vi rapportate ai vostri"fans"?I fan si spera diventino amici Immagino che state già lavorando a qualcosa di nuovo,considerato che mi sembrate una formazione molto attiva(buon per voi!)... Qualche anticipazione sulle prossimelande che verranno brucate dalla capra gialla?Abbiamo materiale già per un nuovo disco, nuovi video.Venite ai concerti a sentirli, se vi va. Come immaginate il futuro della musica? Alla luce delle"rivoluzioni" che hanno riguardato la fruibilità dellamusica, quale pensate saranno le "rivoluzioni" a cui siassisterrà nel futuro prossimo?Potrebbero sparire i cd veri e propri e tutte leuscite delle etichette potrebbero essere solo ondine escaricabili. E per queste ragioni tornerebbe il buon vecchioe caro vinile come oggetto prezioso. Siete pro o contro il P2P e il file sharing?Anche se con qualche minima variante ad personam siamopro. Serve a far girare il nome, successivamente a farvenire più gente ai concerti che poi possono compraregadgete gli stessi cd per averli ben confezionati (e ancheperchécostano poco, i nostri). Poi prima della nascita del P2P cisi scambiava cd, molto semplicemente. Se qualcuno dovesse proporvi di scrivere un copione peril cinema in cui cercare di integrare nel migliore dei modila vostra musica, a cosa pensereste?Ad un film dei fratelli Dardenne. |