a cura di  Tristram Shandy
graphicks & lay~out by Vito Camarretta  10/05/2005



E' appena uscito su MinusHabens "Confusion", l'ultimo lavoro di Science Force. L'album è una originalissima visione della musica elettronica contemporanea, mediante l'interpretazione di breaks, suggerimenti hiphop e puntate nella dance più oscura. Suggerimenti alla Luke Vibert, incursioni vocali alla Ninja Tunes su un tappeto sonoro oscuro e pulsante, ritmico e ballabile - sono queste le suggestioni che ci hanno comunicato i ripetuti ascolti dell'album. Abbiamo rivolto alcune domande a Daniele De Rossi, l'anima del progetto, che da anni è attivo in Italia e all'estero come produttore di electronic sounds, e che ha rilasciato il suo primo lavoro su MinusHabens Records.


"Science Force" è un progetto che viene da lontano. Scorrendo i cataloghi di drum'n'bass, si incontra spesso il tuo moniker. Vuoi parlarci delle origini di questo progetto, e delle sue evoluzioni nel tempo? *Science Force è un mio progetto sin dal 1996 nato su Irma records, con la mia prima esperienza su vinile "Rhapsody ep" Un mix caratterizzato da 4 tracks in cui il genere, oscillante tra il breakbeat / drum & bass / dub e le contaminazioni estreme tra jazz -trip hop- elettronica, caratterizza il progetto. Ho prodotto subito dopo un remix per conto dei "Freedom or not" tratto dal celebre singolo dell'86 di J-Hendrix "Freedom" con due versioni di Big beat su vinile, uno in Inghilterra ed uno in America. Questi primi progetti su Irma, comprese diverse compilations, sono servite a tastare il terreno prima di produrre un album. La Irma records annuncera' poi, nel 1998, l'uscita dell'album d'esordio "Escape from smoke" di Science Force. Una particolare caratteristica dell'album è il connubio tra incursioni ritmiche e melodie eteree, tali da dare un'impressione all'ascoltatore di conflitto tra luce e ombra. Il genere è tra il techno breakbeat e drum'n'bass con alcune tracks di jazz elettronica, caratterizzate da suoni purissimi di sintetizzatori analogici, dei quali sono morbosamente appassionato. Circa 30 cd di compilations per varie etichette, con singoli di Science Force, verranno a seguito di "Escape from smoke", distribuite in tutto il mondo. Diverse uscite nel campo discografico avvengono poi attraverso il Link (Bo) con le compilations Mixtophonia ed altre piccole labels. Afun Recordings, nuova label drum & bass, presentò poi, due compilations denominate "Italian Bassline I" e I.B. 2, con alcuni miei lavori di drum & bass, elektro-step.

Dopo aver lavorato con altre etichette, come sei approdato all'etichetta Minus Habens Records? *Sono approdato tramite un UFO ;-))) ...è da tempo che seguo le produzioni della Minus Habens e per me sarebbe stato davvero un onore produrre per loro. Da circa un anno ho lavorato su nuovi pezzi di Science Force, senza partire da presupposti discografici o preconcetti sul genere musicale. E' ovvio che ho dovuto fare un'estrema selezione dei miei brani nel mio demo per Ivan Iusco, che configurasse il target contemporaneo dell'etichetta. Ho continuato poi ad eleborare in studio nuovi arrangiamenti e...ho avuto il piacere di suonarci sopra anche i miei sintetizzatori analogici per arricchire i vari grooves. Il master finale è stata un'impresa dura, dato che di digitale vi era ben poco.

Sappiamo che sta per uscire il tuo album per Minus Habens, già molto atteso e ben accolto all'estero. Ce ne vuoi dare qualche anticipazione? *"Confusion" è caratterizzato da una buona sinergia tra elettronica e breakbeat. Diversi sono i campioni di old school e i grooves alla TR-808. E' difficile definire un genere dell'album e la track list è molto dinamica, spaziando tra Dub, broken beat, jazz elettronica e techno breakbeat. Mi sono concentrato su atmosfere eteree, caratterizzate da spazi cosmici ed interludi di introspezione, muovendomi sempre con una forte istintività. Mi sono molto divertito a creare soluzioni ritmiche sommando diversi breakbeats, in piena sincronia.

"Persone informate dei fatti" mi hanno riferito che sei un avido collezionista di synth modulari hardware. Si narra che il tuo studio sia pieno di outboards come quello di Stockhausen: tutto ciò risponde a verità? E se sì, da dove proviene questa mania per l'hardware, in un'epoca nella quale è molto più semplice gestire software di sintesi? *Siiii sono un Avido collezionista!!!! ....he..he ;-) Cavolo, adoro queste macchine! I sintetizzatori analogici, specialmente alcuni modelli vintage degli anni 70, sono molto preziosi per il loro suono magico e la completa gestibilità. Sono ormai molto rari da reperire a differenza dei potentissimi Virtual analog synth che..... onestamente mi piacciono meno. La differenza sostanziale tra i synth analogici, e i virtual instruments è la simulazione dell'analogico nel digitale. Provare l'ebbrezza di guidare una Ferrari o giocare alla playstation potrebbe essere un buon esempio... Il famosissimo Vst Arturia infatti non suona di certo come un vintage Modular Moog. Il rapporto uomo macchina nell'analogico, attraverso l'interazione delle mani nella gestibilità delle manopole dei sintetizzatori, stimola inoltre percezioni diverse, aprendo le porte a spazi sonori che diversamante non potrebbero mai essere prodotti. Questo motivo giustifica la nascita dei controller midi che hanno rivoluzionato la computer music, ribaltando la produzione di hardware audio con ottimi risultati pur sempre trattandosi di simulazione analogica... La potenza del suono digitale crea una dimensione sonora nettamente diversa dall'analogico e la mediatica stretta di mano tra le due soluzioni è senza limiti. Mi piacciono molto i plug-ins e vst di nuova generazione come adoro il mio Vcs-3. Oltre all'uso di synth analogici, nelle mie produzioni uso molto processare i suoni con vintage outboards fx tipo Eventide, Dynacord, Ursa Major, Emt, Publison. Trovo questi effetti molto ricchi di pasta sonora rispetto ai vst. A volte mi piace chiudermi in studio, creando atmosfere spaziali attraverso le modulazioni Space Age dei synth modulari, dove la mia principale interazione è quella di girare manopole in continuazione fino all'orgasmo sonoro! ...... non starò mica impazzendo? ....La mia ragazza comincia ad ingelosirsi! ;-)

Ci vuoi parlare delle collaborazioni all'interno del tuo prossimo album? *In alcuni brani ho usato alcuni campioni di voce di Valentina Grande la quale sarà presente nei prosimi live, insieme ad altri elementi (under costruction)

Che ne pensi della scena musicale elettronica del Mezzogiorno d'Italia e nel nostro paese più in generale? *La stragrande maggioranza della scena elettronica Italiana penso sia basata sul dancefloor contemporaneo. Molti produttori e dj's Italiani sono accolti entusiasticamente anche all'estero per la loro genialità. Produzioni di dance commerciale a parte, credo che manchi molta informazione televisiva e di vari media contemporanei. Pero'.....Grazie Web! ....cavolo, è molto sempilce aggiornarsi al tocco di mouse o ascoltare anche quello che succede negli alri paesi con le web radio. Basterebbe secondo me una buona canalizzazione iniziale per poter capire cosa ascoltare. Il problema è quello che i grossi network riescono magnificamente a farci non capire quello che succede nell'evoluzione della musica elettronica e spesso alcuni generi interessanti vengono demonizzati. La scena elettronica Pugliese è in grande fermento ultimamente. La Minus Habens ha dato di certo un buon esempio da più di 10 anni a questa parte.

Stai attualmente lavorando a qualcosa di nuovo? Hai già progetti futuri in mente? *Sto lavorando su un nuovo progetto di elektro music, con bassi vorticosi e tr808 a volontà! Sono ispirato, come molti credo, ai Kraftwerk ed in particolar modo agli estinti Cybotron. Gli anni 80 hanno dato molto nelle mie composizioni. In questo progetto sono presenti suoni sintetici che ricordano molto le colonne sonore dei videogames del celebre commodore 64, pietra miliare della computer music.