

a cura di Vito Camarretta 03/01/2004
Riportiamo di seguito la versione in italiano dell'intervista ad Alex Attias in occasione della
presentazione del nuovo gustosissimo album -intitolato Back Home- del progetto da solista Mustang,
progettone con molte felici intuizioni -interessante quella di agganciare la lirica al groove-
e una notevole varietà cromatica e "coreografica" -ci si ritrova con la mente dalle liriche
nevrasteniche alla Green Velvet alle atmosfere blaxploitation e con il palato uditivo a
saggiare una vasto range di spezie stilistiche, dallo zenzero al coriandolo, dalla borragine
alla maggiorana-. E ciliegina sulla torta una ricetta suggerita da Alex Attias, rivelatosi
un gourmet di spessore. L'abbiamo provata ed è squisita. La principale difficoltà sta nel
procurarsi tutti gli ingredienti. C'è da impazzire!!! Alex Attias presents Mustang "Back
Home" (Compost Records) Tracklist 01.Help Me (feat.Colonel Red)
02.Future Jazz (feat.Del
& Ruti Halvani) 03.Closer To Me (feat.Jessica Lauren) 04.Confusion 05.Angels 06.Back
Home 07.10,000 Leagues Deeper (feat.Bembe Segue) 08.Darker Side Of Light (feat.Vanessa
Freeman) 09.Everchanging Times (feat.Colonel Red, Mark De Clive Lowe & Sweet Abraham)
10.In The Jungle 11.Transformation
12.Finding Who We Are (feat.Colonel Red)
Perchè questo nuovo progetto Mustang? E' il segno di uno sviluppo musicale personale? Il progetto Mustang è il mio progetto personale, il mio progetto da solista. Da motlo tempo avevo intenzione e desideravo fare questo LP, ma era affaccendato e distratto da altri progetti. Penso sia giunto il momento di lavorare di più sul mio sviluppo in qualità di artista, produttore e dj, e concentrare i miei sforzi soltanto su Alex Attias, o sulle sue presentazioni. Tutti questi moniker sono relativamente confondenti! L'album nonchè la titletrack "Back Home" sono ispirati dal ritorno nel tuo paese d'origine, la Svizzera? perchè hai lasciato Londra? In questo contesto "Back Home" vuol significare due cose. Innanzitutto, dato che il sound, lo stile e il concept di questo album si avvicina a ciò che faceva quando cominciai a fare musica, è da considerarsi un ritorno alle mie produzioni originarie: più oscure, più atmosferiche, più funky e più minimali... e secondariamente il titolo è legato al mio ritorno in Svizzera. Ho lasciato Londra per ragioni familiari. Ho voluto dare ai miei figli e a mia moglie l'opportunità di vivere in più stretto contatto con la natura e di conoscere un'altra cultura. I miei figli possono imparare il francese, dato che parlano solo l'inglese. Tra le nostre intenzioni vi è anche quella di migliorare la qualità della nostra vita. londra sta diventando ottusamente costosa, la sua aria è difficile da respirare ed è stressante. Perciò abbiamo scelto la Svizzera. Descrivi il sound di Mustang con tre parole:
Cinamatico, oscuro e soulful.
Perchè e come hai cominciato a fare musica? Qual è il più importante insegnamento che hai tratto fino ad ora? Cominciai per gioco. Rifornivo un amico di campioni presi dalla mia vasta collezione di dischi e lo aiutavo a costruire una track. Necessitava idee e campioni... qualche mese più tardi quella track fu licenziata in una compilation sourcelab. Fu allora che pensai che era giunto il momento di imparare ad usare l'equipaggiamento, il campionatore e i programmi musicali! Volevo anche fare musica, dato che facevo già il dj da qualche tempo e avevo numerose idee ma non sapevo come cominciare. Tutto ebbe inizio nel momento in cui mi ritrovai con questo amico. Le tracks che stavamo facendo con il progetto Bel Air riscontravano un certo successo per cui continuai... ho imparato che fare musica in qualità dj è vitale se vuoi continuare a fare il dj, per cui ho imparato ad arrangiare, a programmare e ho capito che bisogna lavorare sodo per far questo. Ti consideri un musicista o un dj? Suoni qualche strumento? Nella tua musica quanto sono importanti gli strumenti acustici rispetto a quelli elettronici? Vedo me stesso come un produttore e come un dj con un buon orecchio musicale! La gente tende a considerarmi un musicista. So suonare qualche accordo basilare ma lavoro molto con altri musicisti. Ho cominciato ad assemblare tracks con elementi grezzi e con suoni e accordi semplici. Successivamente sono venuti i musicistie abbiamo cominciato a lavorare assieme. Per me gli strumenti acustici sono importanti quanto gli elementi elettronici. Vanno a braccetto. Per la mia musica sono essenziali. Ho sempre amato la musica organica e sono affascianto dalla musica elettornica, pertanto è ovvio per me mischiare e combinare assieme queste due cose. Dove vedi te stesso e la tua musica fra dieci anni? Mah, chissà!? Se continuerò a fare musica, mi piacerebbe operare nell'ambito della musica per il cinema e per la pubblicità oppure mi paicerebbe produrre giovani artisti. Non sono sicuro di continuare a produrre la mia musica. In alternativa, mi piacerebbe vivere in un paese caldo, aprireun ristobar con musica cool, buone pietanze e ottimi vini. Tra i dischi che possiedi ce n'è qualcuno che ti vergogni di avere?
No, affatto. La musica che compro in genere la amo. Per me è buono anche il disco più scadente
e pretenzioso.
Gli album di cui il mondo ha bisogno: A Love Supreme di John Coltrane, quasi tutti i lavori di Prince, Get Up With It di Miles Davis, The Extension Of A Man di Donny Hathaway, Sleeping Beauty di Sun Ra, Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo di Ennio Morricone, Open di Julie Driscoll e Brian Auger, People Instinctive Travels And The Path Of Rhythm di A Tribe Called Quest, Fat Of The Land dei Prodigy, Journey With The Lonely di Lil Louis, Another Side dei Fingers Inc e altri ancora... I nomi di qualcuno con cui sogni di collaborare: Prince, Bjork, Ennio Morricone, Shirley Bassey, Stevie Wonder, Laura Logan, Linda Williams, Johnny Clarke... Se potessi girare un film con la tua musica, quale sarebbe la trama? Chi vorresti come protagonista? Qual è il tuo film preferito di tutti i tempi? Sarebbe un film d'azione indipendente e dìatmosfera, del genere "Le Iene" o simile alla vecchie serie di "Mission Impossible" o a "Bullit" ma con un pizzico di arti marziali. Il ruolo di protagonista apparterrebbe a Jet Li o a Al Pacino. Non ho un film preferito di tutti-i-tempi. Ne ho qualcuno. Bullit, Taxi Driver, Amadeus, Good Fellas, Le iene, C'era una volta il West, Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo. A quando il primo Attias Restaurant? Appena raggiungerò il budget per costruirne uno! Il tuo miglior suggerimento gastronomico per i nottambuli affamati? Beh, io adoro il cibo tailandese per cui direi il Som Tam che non è altro che una sorta di macedonia di papaya con riso glutinoso... da leccarsi i baffi! E molto caldo! Chi è il tuo eroe? Non ho un eroe in particolare. Ho due eroi: mio figlio Sunny di 6 anni e la mia figlioletta Eva di 4! C'è qualcosa di più importante della musica? Sì, la famiglia e la salute. La ricetta:
Neua Nam Tok (un piatto di manzo speziato) per 4 persone:
Gli ingredienti: manzo 400g 4 scalogne tailandesi, ben tritate 1 cucchiaiata di salsa di pesce 2 cucchiaiate di succo di lime peperoncino secco schiatto a volontà 2 cucchiaiate di riso orientale, secco e schiacciato mezza tazza di foglie di menta 1 cucchiaiata di salsa di soia chiara cipolline a volontà 1/3 di tazza prezzemolo del Laos (Pak chii laou) ben tritato Preparazione: 1.Tagliare il manzo in larghe fette sottili e lasciarle immerse nella salsa di soia per 1 o 2 ore.
2.Cuocere alla graticola il manzo con carbonella o in un braciere revente: la carne deve restare rosa nel mezzo.
3.Una volta cotto, tagliare il manzo in piccoli pezzi e riporlo in un'insalatiera.
4.Condire con salsa di pesce, succo di lime e peperoncino secco; aggiungere il riso, le scalogne, le cipolline e il prezzemolo del Laos. 5.Mescolare bene.
6.Spargere le foglie di menta; servire con riso cotto al vapore e vari ortaggi crudi (cavoli, cetrioli, etc.) finemente tritati. Buon appetito! |