

a cura di Vito Camarretta 30/11/2004
Abbiamo fatto recapitare qualche domanda a Marco Bianchi e
Paolo Fedreghini,
protagonisti di un progetto comune di casa Schema con l'intento dichiarato di voler
"avvicinare i giovani al jazz" che si è fatto sostanza nel disco Several People,
piacevolissimo disco, abbastanza easy e pieno di parti cantate e collaboratori
molto abili e dallo stile disinvolto, di cui consigliamo vivamente l'ascolto.
"Several People" (Schema Records, Distrib.Ishtar) Tracklisting 01.Another Face
feat.Ermanno Principe 02.Stay feat.Daniel Richards 03.Spread Your Love
feat.Claudia Bernhard 04.Circus In C Minor 05.Nothing Has To Change
feat.Angela Baggi 06.Blue Night In Africa feat.Claudia Bernhard
07.You're A Star feat.Ermanno Principe 08.Please Don't Leave feat.Ermanno
Principe 09.Urban Savage 10.Oriental Smile feat.Ermanno Principe 11.Onda
Espumante 12.Theme Of Solitary Notes
Ciao Marco. Ciao Paolo. Siete al vostro debutto. Innanzitutto il vostro debutto ha dei destinatari specifici? Siiiiiiiiiii stiamo cercando di far sentire musica utilizzando strumenti senza la spina della corrente, per quanto riguarda i destinatari penso che oggigiorno sia un pubblico giovane che uno più maturo troverà la traccia piacevole in Several People per quanto riguarda il debutto, lo è sicuramente sopratutto per mè Marco è abbituato a far dischi (ne ha realizzati 6) per mè è il secondo album infatti il vero nostro debutto è avvenuto nel 2003.con un album uscito per l'etichetta Milano 2000 l'album si chiama "OFFICINE" e ci siamo presentati come Paul&Mark. Ci parlate della gestazione di Several People?
E' bello gestazione. Quando nasce qualcosa sia una creatura o un progetto c'e' sempre
quell'elemento cioè il tempo nel quale ci si prepara ci si cura ci si modifica. Several
People è venuto alla luce il 15 novembre quindi in coda ad un anno 2004 ricco di buoni
dischi. Siamo partiti con le primissime idee appena ultimato OFFICINE il primo pezzo
ricordo che è stato "Oriental Smile" pezzo afro/jazz cantato da Ermanno Principe e poi
via via le idee sono aumentate spinti anche dai buoni risultati ottenuti con un singolo
"Please don't Leave" pubblicato da mamma Schema nel 2003, singolo che ha fatto buona
presenza in moltissime compilation di nujazz e recentemente comparso sull'elegante scaletta
di Hotellcostes vol.7 del gustoso Pompognac. Il tempo passa velocemente quando ci si
diverte e devo dire che queti 18 mesi di "gestazione" sono propio volati.
Come è nata l’idea di una collaborazione? E' nata su una base solida fatta di amicizia, passione per la musica jazz, Io e Marco siamo amici di infanzia e seppure distinti nelle esperienze musicali ci siamo sempre confrontati sull'argomento musica. Un giorno feci ascoltare delle bozze fatte in casa con un computer e un synt e da quel giorno è partito tutto senza grosse pretese ma con la consapevolezza di poter ottenere qualcosa di buono. Cosa ne pensate del panorama jazz italico?
E' un buon momento per il Jazz quello che stiamo vivendo, penso che mai come oggi questa
musica abbia un seguito di persone che seguono questa ondata; ma come tutte le onde si
smorzano anche questa andrà affievolendosi vuoi perchè passerà la moda vuoi perchè non
sarà più la tendenza del momento.Una cosa è certa il jazz non finirà mai. Le persone che
amano il jazz è da anni che seguono questa faccia della musica senza fare troppo caso alle
mode. Il jazz e lo swing oggi si sente per radio e forse per via di una certa noia musicale
le persone anche i giovani iniziano a scoprire nuove frontiere della musica anche se quello
che senti nel nostro disco arriva da un ascolto ed una sedimentazione tratta dagli anni
50 e non è certo di nostra invenzione .In italia amiamo molto le melodie cioè le canzoni e
sarà interessante vedere come la gente accoglierà il nostro disco perchè nel realizzarlo
abbiamo curato i pezzi cantati a mo di canzone, quindi speriamo in bene.
Chi sono i vostri “maestri”? Non abbiamo nomi da farti in particolare. Quello che Marco ha imparato lo ha fatto studiando moltissime ore al giorno per anni quindi dagli studi più classici agli spartiti di Corea, Monk,... Per quanto riguarda mè ho studiato il pianoforte a cinque anni e poi ho sempre suonato tastiere in formazioni dall'impronta funk e poi i dischi vera mania di casa Fedreghini sin da ragazzino, ho fatto il Dj per un pò di anni sia in radio che in discoteca. Abbiamo sicuramente dei Gruppi nel cuore: Yellowjachets in testa poi Art Blakey, Sonny Rollins, Hank Mobley, e gruppi di oggi come i Jazzanova, Koop. Nel vostro rapporto con gli strumenti c’è qualcosa che va oltre il semplice rapporto tra
“artigiano” e “utensile”?
Bella domanda, in entrambi i casi l'arte si sposa con un arnese penso che inizialmente possa
essere così come dici tu, però poi quando il falegname usa spesso la stessa pialla penso si
crei un rapporto misterioso che va oltre al semplice utilizzo, ed è poi quello che succede
a noi con un pianoforte o un synt, molti sportivi devono il loro sucesso oltre alla propia
bravura anche ai loro strumenti siano essi scarpe o motociclette. E' bello sapere che non
ti tradirà che magari esiste un limite oltre il quale non si può andare fa si che si crei
rispetto. Si c'e sicuramente molto di più.
Avete qualcosa in cantiere? Stiamo lavorando ad altri progetti ma è presto per parlarne oggi. Quale pensate siano i maggiori ostacoli (supposto che ve ne siano) per rendere papabile al cosiddetto “grande pubblico” un disco come il vostro? Penso che se i midia daranno il giusto spazio al disco non ci saranno grossi problemi. Il nostro è un prodotto molto genuino fatto di canzoni e melodie due ingredienti che aiutano molto a rendere tutto più comprensibile. Chi ha scritto le lyrics? Sono frutto della collaborazione mia e di Marco con ognuno dei cantanti come riportato sul disco inoltre Ermanno Principe, Daniel Richards, Claudia Bernath, Angela Baggi hanno coprodotto tutti i pezzi cantati. Quali sono i versi o i fraseggi che risuonano nelle vostre menti a mo’ di ritornello? un pò tutti i pezzi dell'album, non c'è un pezzo in particolare sono tutti molto orecchiabili e entrano in testa bene già al secondo ascolto. E’ troppo presto per parlare di tour? Direi di si anche se stiamo facendo dei live nei vari club comunque ci stiamo lavorando sopra. ![]() ![]() |