a cura di  Vito Camarretta  21/10/2004



Vi proponiamo una chiacchierata con Stefano Ghittoni -noto ai più per l'acclamato progetto The Dining Rooms e per i suoi djset ai Magazzini Generali di Milano-, in occasione dell'uscita dell'album di debutto del progetto Double Beat, release numero sette della Big Sur, etichetta che media il nome da uno dei capolavori autobiografici, classico della letteratura beat, di Jack Kerouac, che scrisse questo libello in occasione di un viaggio nel Big Sur, regione desolata e selvaggia della California, per provare a rimediare invano al logorante abuso di alcool. Il progetto Double Beat è portato avanti oltre che da Stefano anche dal giovane Marco Rigamonti. Double Beat "International Funk Music" (Big Sure Recordings, Distr.Ishtar) Tracklist 01.Grab It 02.Hear, Sugar 03.Microetno 04.Porto Palo 05.Caught In The Act 06.Microblues 07.Magazzini Generali 08.Jazz Musician 09.Microafro 10.Avenida Revolucion 11.Anima di Mare

Ciao DB. CIAO

Innanzitutto come è nata l’idea di Double Beat? Io e Marco ci siamo incontarti e conosciuti ai Magazzini Generali di Milano dove entrambi suoniamo il mercoledi’, Marco mi ha fatto ascoltare una volta un suo demo old school funk ed io gli ho chiesto di produrlo. Ci siamo poi trovati bene ed abbiam deciso di lavorare ad altre tracce.... la cosa interessante di DB è che alla fine è stato l’inizio della Big Sur Recordings, i pezzi interessavano alla Ishtar ma non andavano bene per la Schema ed abbiamo quindi pensato ad una nuova label che producesse musica danzabile di qualità e che, partendo dal jazz, avesse uno sviluppo piu’ orientato alla musica africana, al funk ed all’house.

Quanto del passato percorso artistico e musicale è confluito in International Funk Music? Ogni disco penso nasca dalle cose che si vivono o si sono vissute, DB è un progetto che mi permette di suonare le tracce che produco nei miei dj set. Con TDR non è sempre possibile, soprattutto nei momenti piu’ caldi, lo considero quindi un approfondimento ritmico.

Il funk sta rivivendo una nuova primavera. Almeno così pare dalle recenti uscite discografiche. Cosa pensate dei nuovi filoni (in primis la cosiddetta Phutu-funk o P-funk)? Vi collocate in questa corrente? Assolutamente no, i nostri riferimenti sono l’old school funk, Jbs, Fela Kuti, la dilatazione dub, l’afro jazz e l’house. Marco sicuramente è piu’ vicino a cose tipo Rapture, Freestylers, Plump Djs ed altri ma son cose che non intervengono piu’ di tanto nel nostro humus.... Piu’ a livello produttivo eventualmente, nel senso che le tracce sono spinte, che concettuale.

Come è stato per l’ultimo disco Dining Rooms, pensate di creare visuals legati a International Funk Music? Non al momento.

Avete in programma un tour? O è ancora troppo presto per fare progetti? Hai detto bene, è ancora presto. Non abbiamo (e probabilmente non lo avremo mai) un live per il progetto ma solo dj sets separati. Suoniamo ogni mercoledi’ ai magazzini in sale diverse... poi ognuno ha il proprio percorso professionale. C’è solo una situazione al momento nella quale suoneremo insieme, sarà il 3 novembre ai Magazzini (ovviamente) ci sarà un International Funk Music party e suoneremo entrambi al livello 1 (live in the jam).

Qual è l’origine di quel coro in Microetno? C'è un coro preso da un disco di musica kurda.

Dopo la collaborazione con Leziero Rescigno, state prospettando una più incisiva collaborazione con i Soul Mio? No, Leziero è un amico ed ha infiniti progetti, con uno di questi, Les Moko’, ha inciso un 12" per Big Sur, ha poi suonato parecchie batterie nel nuovo album di Tdr, oltre ad essere il nostro (tdr) batterista dal vivo....

Cosa mi dite a proposito di Avenida Revolucion? A cosa fate riferimento? Avenida revolucion è sviluppato su un campione vocale messicano, in quei giorni stavo leggendo un libro di un autore italiano intitolato cosi’ e ambientato in Messico. Anche se il libro non è stato secondo me tra i suoi piu’ riusciti, mi è piaciuta l’idea di questa Avenida che è un po’ una terra di nessuno, un fascia liberata, pazza e molto umana. (Ho deciso di utilizzare questo titolo anche se tutta la confusione che si è sviluppata nei mesi seguenti sull’autore in questione mi ha lasciato un po’ perplesso, tra le altre cose molto poco di quello che ha detto lo stesso autore nel bailamme generatosi mi ha convinto, per usare un eufemismo. Non quindi riconoscimento politico, e neanche letterario, ma visionario. Spero di essere stato chiaro.....)

Se vi dicessero di essere dei termidoriani del nu funk, come la prendereste? Non so cosa intendi per termidoriani.

In bocca al lupo per l’album Grazie