

a cura di VitoCamarretta 14/04/2007
Negli anni 70, accompagnava una storica progressive band italiana -i Pierrot Lunaire-, lasciando tracce del suo amore per il satellite d'argento anche nella carrellata di produzioni, classificate quasi sempre come "classica contemporanea" oppure ascritte nel filone minimale, molte delle quali conosciute da noi attraverso la Materiali Sonori, che fino a qualche tempo fa aveva dato spazio e diffusione al suo rapporto particolarissimo con il pianoforte e all'incanto che suscita negli ascoltatori il suo modo di relazionarsi ai tasti neri e bianchi e al pentagramma. In Child Of The Moon, il pianista romano Arturo Stalteri metabolizza quel suo amore (assieme a quello per i Rolling Stones...), seducendo l'ascoltatore con composizioni originali, struggenti, dal retrogusto romantico e dalla struttura "minimale". Per una volta siamo d'accordo con Rockerilla, che senza esagerazione lo ritiene degno di sedere al fianco di piu' noti virtuosi del piano, quale per esempio Michael Nyman. Qualche giorno fa ci e' pervenuta risposta a qualche nostra domanda. Buona lettura! Arturo Stàlteri "Child Of The Moon - Dieci Notturni e un'Alba" (Dunya/Felmay, Distr.Egea) 01.Notturno in Sol Maggiore 02.Notturno in Do Minore 03.Notturno in Re Maggiore 04.Notturno in Sol Diesis Minore "Venezia" 05.Notturno in Si Bemolle Maggiore 06.Notturno in Sol Minore "Starry Night" 07.Notturno in Do Maggiore 08.Notturno in Si Bemolle Minore 09.Notturno in Si Maggiore 10.Notturno in Fa Diesis Maggiore "Malga Costa" 11.Sun Rises Ciao Arturo. Innanzi tutto, come stai? Tutto bene! Abbiamo ascoltato il tuo ultimo lavoro pubblicato su Dunya. Ci piace notare che hai optato per la scelta di non "contaminare" come stanno facendo altri pianisti con l'elettronica. Ci sono risultati pregevoli come Divenire di Einaudi, che ha optato per la collaborazione con Robert Lippok dei To Rococo Rot, e risultati meno brillanti. Hai già pensato a qualche collaborazioni o sei per il purismo? Non sono per il purismo, anzi... A volte mi piace ritrovarmi sul pianoforte in perfetta solitudine, inaltre occasioni scrivo anche per altri strumenti. Comunque non mi sento particolarmente portato a collaborare con altri artisti. In tutti i casi "mai dire mai"... Ma quel saggio di rumorismo "nascosto" alla fine del disco??? In realta' la ghost track ha un legame molto stretto con il titolo del cd...Sempre insistendo su questo tema, ne abbiamo parlato recentemente anche con Hans Joachim Roedelius, che alla nostra domanda se secondo lui si trattasse di un adattamento alla domanda di mercato o se può trattarsi di un esaurimento delle possibilità espressiva della musica "tradizionale", il celeberrimo compositore austriaco ripiegava sulla prima ipotesi. Ci interessa il tuo parere a riguardo. Il grande Roedelius! Lo conobbi tanti anni fa... E' difficile rispondere: il mercato e' qualcosa di veramente imprevedibile! Certo e' che, quando si scrive per un unico strumento, si è costretti a creare temi che colpiscano autonomamente, indipendemtemente da eventuali colori dati dall'arrangiamento, che a volte "fa" il pezzo. Veniamo al disco. Perché hai scelto di intitolarlo Child Of The Moon. E' una trasposizione della tua personalità artistica o c'è qualche riferimento alla poesia di Gabriel Marcia Lorca? O piuttosto c'è un riferimento ai Rolling Stones? E' soprattutto un omaggio alla luna (mia musa da trentanni!) e alla notte. Il titolo e' ispirato all'omonimo brano degli Stones (nel libretto interno ho anche inserito una frase dal testo della canzone). Dieci notturni e un'Alba! Ci parli della gestazione di questo disco che sembra quasi la cronaca di pensieri e sentimenti in successione rapida durante una notte insonne? Mi piace la notte, tutto sembra fermarsi, i pensieri si fannopiu' lucidi, la luna e' per me una mamma rassicurante ma nello stesso tempo misteriosa. Mi sono anche ispirato ai notturni di Chopin (con il dovuto rispetto, ovviamente!). Nel caso del notturno in do minore la melodia l'ho addirittura sognata... Rispetto ad alcuni lavori che ci è capitato di ascoltare (soprattutto su Materiali Sonori), il suono ci sembra più omogeneo, ma non privo di variazioni e di "tempi irregolari". C'è una qualche ragione recondita che giustifica la scelta di questa forma di "sperimentazione"? Non lo so, di solito non rifletto su quello che scrivo e su come loscrivo, certamente avevo voglia di ritrovarmi intimamente con il pianoforte...Sei stato più volte relazionato a Satie, ma sinceramentemolta della propensione didascalica di quel compositore non larinveniamo in questo disco. Come ti relazioni allo stile "satiano"? Cosa ti colpisce della sua storia? In effetti di Satie ho interpretato solo quattro Gnossiennes, due notturni e le Vexations, in piu' ho composto un pezzo dal titolo Gymnovalzer, ispirandomi alle Gymnopedies, quindi non l'ho suonato poi molto.... In tutti i casi lo amo, per il suo ascetismo unito ad uno spirito ironico e provocatorio, e per le atmosfere ispirate spesso all'oriente. Credo che un po' tutti gli artisti "di frontiera" debbano qualcosa aErik Satie... Tra i musicisti storici -diciamo così- piuttosto un parallelismo con Debussy ci pare più calzante. Sono perfettamente d'accordo! A proposito di intrecci e intersezioni, si dice che i pianisti tra i musicisti sono quelli che sviluppano una più spiccata personalità. A tal punto che le "visioni" di ciascuno ostacolano le collaborazioni tra pianisti. E' davvero così? Il pianoforte e' uno strumento che offre un gran senso di pienezza e completezza, e' veramente "sinfonico". Sarebbe bello però confrontarsi... Personalmente (anche se ribadisco di essere un solitario) mi piacerebbe molto collaborare con Enrico Pieranunzi, che ritengo straordinario. Come è nata la folgorazione per il pianoforte? Mia madre lo suonava molto bene, anche se solo da appassionata. A seianni volli assolutamente farlo anch'io... da allora non ho piu' smesso.Quali sono i tuoi ascolti odierni? Sufjan Stevens, Sigur Ros, Stones, Radiohead, Styrofoam, Mogwai, Dan Ar Braz, Egidio Flamini. Non ricordo quale pianista affermò che il suo supervisore era ora il figlio neonato ora l'amata moglie. Fai sempre affidamento sul tuo padiglione o c'è qualcuno che puntualmente approva o disapprova i tuoi lavori tanto da comportare le tue scelte stilistiche?Di solito mi fido delle mie impressioni. C'è qualcuno a cui dedicheresti idealmente Child Of The Moon? A Chopin e ai Rolling Stones. Ci sono dei rituali che segui prima o dopo ilconcerto? Qual è stato il concerto che ricordi con più piacere?Nessun rituale, tanto l'emozione non se ne va! Ricordo con particolare piacere un concerto di tanti anni fa a RomaIn cui suonai Mozart e Beethoven... ero calmissimo e mi sentivo molto ispirato! Recentemente, Cittadella, Posada e Torino, atmosfera magica, pubblico caldissimo! Hai già presentato in qualche contesto questo disco: qual è stata la reazione delle audience fino ad ora? Sono stato un po' dappertutto (ho cominciato a proporlo in pubblico a novembre dello scorso anno!) e continuo a suonarlo.. Sono moltocontento perche' ovunque ho una splendida accoglienza. Lavori in corso?Due: uno di solo pianoforte con musiche che vanno da Bach a Liszt, daiKing Crimson ai Sigur Ros, ai miei pezzi.Un altro piu' corale, interamente di mia composizione, convioloncello, violino, pianoforte ed elettronica... ma questa volta suono anche lachitarra, il bouzouki e canto! |