

Week from 19th to 26th November 2000
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JEFF MILLS
" Metropolis "
Tresor Rec. |
| Trasposizione
musicale di una suggestione. Questo potrebbe essere il sottotitolo del
nuovo album di Jeff
Mills, ispirato
dalla visione di Metropolis,
il capolavoro fantascientifico di Fritz Lang. Nell'introduzione a
Metropolis
(l'album), l'autore ricorda così il momento in cui ha concepito
l'opera: "Spesso,
sono propenso a creare musica subito dopo aver visto un film a casa o al
cinema. Il motivo risiede nel fatto che la mia mente viene stimolata non
solo dalla trama, ma viene anche affascinata dal metodo con cui il
produttore sceglie di presentarla allo spettatore. Comunicare attraverso
le narrazione è sempre stato un aspetto intricato dell'evoluzione
umana. Con la trasposizione e l'interpretazione in chiave morale delle
storie ideate dalle passate generazioni, in qualche modo i loro
insegnamenti entrano a far parte del nostro subconscio, creando in tal
modo una piattaforma per modelli comportamentali dell'individuo. Da
questo punto di vista, l'architettura urbana costituisce la più
stringente cooperazione delle intersezioni di piattaforme, che noi in
qualità di esseri umani abbiamo creato. L'architettura urbana esiste
collettivamente nella massa o serra in essa l'individuo?
Indipendentemente da come essa possa essere concepita, la baldoria
urbana genera oppotunità e ispirazione.Disperazione e fortuna. E'
spesso capace di catalizzare la persuasione moralizzatrice e perciò la
maggior parte della gente pensa di catapultarvi ciò che è giusto e
ciò che è sbagliato. Ad ogni modo, deve esserci un medium."
L'autore prosegue lodando il messaggio insito nel capolavoro di Fritz Lang, saturo di una visione quasi romantica dei frutti del capitalismo, visto quasi come portatore di un'idealistica (quanto irreale, a ragion veduta) solidarietà sociale, sfruttando come vettore di "pace" lo sviluppo tecnologico e un acuto senso del futurismo. Non credo sia il questo il contesto opportuno per discutere l'effettiva realizzabilità di quel sogno, ma ad ogni modo il sostrato ideologico di Metropolis ha avuto una certa eco nel pensiero cyber, che Jeff Mills prende come riferimento. Per quanto riguarda l'aspetto musicale, non c'è da meravigliarsi del fatto che quest'album ricorda più il set di un film fantascientifico, che gli incendiari dj-set, che hanno fatto la fama di uno dei più talentuosi techno-produttori del mondo; anthem surreali da soundtrack si alternano a scariche di techno-core ametà strada fra i break minimali in stile Detroit e i suoni liquido-metallici, tipici di molti manipolatori tedeschi. Tutto sommato è pregevole la carica interpretativa di alcuni brani, anche se ritengo che si adattino poco alla dance-floor. Historical Overview Si susseguite differenti versioni di Metropolis nella storia cinematografica: 1) la prima e sicuramente la più autentica versione -naturalmente in bianco e nero- risale al 1926. Allo stato attuale è praticamente introvabile; 2) seguì una versione realizzata negli Stati Uniti della durata complessiva di 63 minuti, di cui la maggior parte delle scene sono sytate perse o sono state aggiunte a successivi remakes; 3) al 1927-1928 risale la cosiddetta "28 German version" (durata 90 min.- B/N). Per lungo tempo, Metropolis finì nel dimenticatoio della cinematografia mondiale; risale infatti alla fine degli anni '60, il primo vero remake realizzato dalla "Staatliches Filmarchiv", casa cinematografica della Germania Orientale; nel 1984, venne la versione rimodernata - con la celebra colonna sonora di Giorgio Moroder -, che tuttavia fu anche una delle meno rispondenti al copione originale. Ebbe il merito di attenersi quasi del tutto alla versione del '26, il remake proposto nel 1995 dalla Filmmuseum Munich: C'è anche in circolazione un falso remake della JEF Films della durata di 139 minuti (dovuti alla lentezza delle sequenze), che pur recando la denominazione "newly restored version", è la meno fedele al copione originale e inoltre risulta scadente persino la qualità dell'immagine.
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Pagina a cura di Vito Camarretta 14 / 11 / 2000