| Ecce ritmo! All'inizio credevamo fosse una di quelle retrospettive da Reader's Digest, e invece -sembrerą strano in tempi in cui il nuovo si autoricicla a velocitą pazzesche e il vecchio si autoricicla a ritmi ancora pił esorbitanti- ritorna
Jack Costanzo, uno dei percussionisti pił amati dagli intenditori di rhum, soprannominato
Mr.Bongo -titolo affibiatogli a torto o a ragione dal critico Leonard Feather-, per il suo indiscutibile talento sulle pelli, rimasto inattaccato dagli anni a giudicare da sessioni quali
Bongo Jam, la pił recente nonchč la pił impressionante delle registrazioni contenute in questo album, risultato di un prolifico cenacolo tenuto insieme a Tubby Hayes, che se non fosse per
Bobby Matos -il papą della Ubiquity- sarebbe stata destinato ad ingiusto oblio.
Al di lą della gratitudine che possiamo esprimere a Bobby per aver tesaurizzato quel momento, questa raccolta -che, stando alle note del matador della Ubiquity, sarebbe dovuta intitolarsi "Exuberance"- si propone come una opera magna, atta a ripercorrere l'intera gamma di generi e stilemi assimilati dal latin jazz e ad antologizzare la prospettiva artistica di Jack. Irreprensibile e per la sua amicizia artistica con Stan Kenton e per il suo passato da presenzialista in travolgenti ensemble (quella che si ricorda con pił piacere lo vedeva alla corte di Mancini),
Costanzo, assolto dal processo intentatogli dai puristi della critica -che lo accusavano per aver "epurato" generi come il mambo o il sol montuno di ogni indesiderato riferimento geografico, immemori di locandine cinematografiche ritraenti affianco al noto strumento facce note del cinema di allora- alla luce del clima repressivo, ravvedibile nello scorcio (uno dei pił vergognosi) maccartista della storia americana, vanta insieme ad un altro noto Jack (Jack Burger, il quale ci offre la possibilitą di ridicolizzare la critica musicale americana, che aveva appioppato a quest'ultimo il nomignolo
"Mr.Bongos"... davvero fantasiosi!) il merito di aver insegnato agli States le tecniche fondamentali per percuotere le pelli del bongo e delle congas. I suoi dischi didattici (Learn.Play Bongos with Mr.Bongo) convinsero che molti che suonare quelle esotiche percussioni fosse un po' come l'aerobica di Jane Fonda negli anni '80 e la chirurgia estetica di Cher nei '90... facile e accessibile a tutti.
Ma questi potrebbero essere solo dettagli... Eccessivo risalto viene dato alla lead vocalist
Marilu (si sa la bellezza femminile č un discreto veicolo pubblicitario), piuttosto riteniamo che meriterebbe molto pił il parco di strumentisti al seguito di zio Jack. Molti classici ottimamente reinterpretati dalla
Costanzo Orchestra Inc. e oltre ai dovuti tributi a Dizzy Gillespie -considerato insieme a Chano Pozo, il vero papą del latin jazz- e a Nat King Cole, figurano delle chicche (da
Sing Sing Sing, "latineggiata" per l'occasione persino nelle partiture di clarinetto, a
Bemba Colora)... ma -mi sbilancio- Bongo Jam
basterebbe da sola a rendere necessario, anzi impellente, l'acquisto del disco.
|